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Premetto che non scriverò i nomi delle attrici, modelle, mogli di attori, ecc. Per quello c’è Vanity Fair.
Partiamo…

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E’ un burqa o un vestito da red carpet? Hai dimenticato il velo, cara.

 

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Scarlett sta leggermente soffocando con quella collana al collo, in più ha trattenuto la pancia per tutto il tempo, poverina. Sembra una brutta statua.

 

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Bello, ma anche basta con questi capelli tinti di un colore più chiaro rispetto alla pelle e basta con questi corpetti che non stanno su.

 

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Semplice, ma non d’effetto. Vogliamo l’effetto.

 

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Tette usate come poggia – mento. Il vestito è anche bello, ma quelle tette tutte strizzate…

 

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Avete presente le spose indiane che vengono costrette a sposare un marito che non amano, per pagare i debiti dei loro genitori? Eccone una. Un matrimonio triste, triste davvero.

 

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Non so cosa non mi piace di Nicole. L’abbinamento capelli, chirurgia, pochette scelta a caso, il vestito… Non so.

 

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Sara Puccinelli su Fb: ‘Bellissima Marion Cotillard vestita da Lines Seta Ultra tecnologia strati attivi con molecola N3 antiodore’. Si vede dalla faccia che fa che non piace manco a lei questo abito.

 

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Funerale sexy? No, gli Oscar.

 

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Certi vestiti cinesi sono migliori di questo… Fa ‘matrimonio in Romania o in Albania’ o anche ‘matrimonio gipsy’.

 

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Xena si veste meglio.

 

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Mi piace il trucco, i capelli, il vestito, ma quei guanti… NO.

 

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Depressione pre partum o cosa?

 

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Sarò criticona io, ma quella vita bassa non mi piace. Per il resto, bellissima.

 

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Troppe tette.

 

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Sobria, ma mi piace quel colore abbinato alla sua carnagione.

 

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Non è male, ma quella scollatura è di cattivo gusto. Lei ha un bel fisico, dei bellissimi capelli, un viso splendido. Questo vestito non le rende giustizia!

 

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Jen, anche basta volerci dimostrare a tutti i costi che sei ancora giovane e in forma, che hai superato la storia con Brad, che sei felice, ecc. Questo vestito è troppo.

 

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Tonalità di verde sbagliata.

 

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Mentre l’anno scorso Cate ci ha fatto sognare e sospirare, quest’anno la vediamo con un vestito nero e una collana verdeacqua. Cate, quando avrai finito di intonare gli accessori ai tuoi occhi, facci un fischio… Osa, con il fisico che ti ritrovi!

 

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Vestaglia.

 

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Non mi piace il corpetto separato dalla gonna.

 

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Tette, ma cadenti. Ugly Betty, non te lo puoi permettere, cara. Mediocre.

 

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Rosso informe. Lo spacco non basta, vogliamo vestiti più aderenti.

 

87th Annual Academy Awards - Arrivals

Non si può manco sedere, poverina… Il colore è molto bello e l’abito non è male, ma le volants sul culo, anche no.

 

Le 10 migliori, a mio modesto parere…

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Mi piace il colore, l’abito minimalista, la linea, l’acconciatura, i gioielli. Di classe. Il rosa così tenue e quella carnagione… Adoro.

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Pure con quei rasta in testa, è elegante. Non so chi sia, ma mi piacciono gli orecchini (avrei evitato quel bracciale), le spalline che cadono, questo abito bianco… Strano, inusuale, ma molto bello.

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Le bionde in blu sono molto sofisticate, secondo me. I fiocchi in vita, il pizzo, l’eyeliner sugli occhi, la pochette in velluto nero, gli orecchini invisibili. Bello.

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Lei è bellissima, ma a parte questo questo abito assottiglia ancora di più la vita ed è molto pizzoso. Less is more. Grace Kelly è ancora tra noi?

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Colori azzeccatissimi. Interessante la parte sopra e la scelta del rossetto. Naomi, perfetta.

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Meryl, la sobrietà. Mai banale, mai esagerata, sempre elegante e coerente. C’ha una certa, ma lei è sempre bella.

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Perle come se piovessero. Pochi gioielli, giustamente. Splendida.

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L’hanno criticata, perchè sembra una Barbie. Imbalsamata? Un po’. Ci ricorda sempre chi è la Regina delle bionde… Grazie, G. Lo sappiamo che sai farti valere. Non mollare. Pancia in dentro, petto in fuori, SEMPRE.

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Ancora perle. Il bianco non passa inosservato, certo. Molto bello il taglio e il trucco semplice. Di classe.

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Dakota? PERFETTA. Adoro il taglio del vestito, i capelli raccolti, il trucco, il monospalla, il colore dell’abito… Mi piace tutto. Non riesco a trovarle un difetto. Quasi odiosa.

 

 

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Tra tutti quegli stilisti (alcuni a me sconosciuti), quelle collezioni, quel delirio newyorkese che cosa mi è piaciuto, invece?
Che cosa mi piacerebbe vedere indossato da una comune ragazza non caciottara, ma diciamo provinciale?

Iniziamo:

  • le gonne corte plissettate, le scarpe e i pantaloni di Alexander Wang + la corsa del trentenne Alexander. Yep. Quelle gonne le metti, ti infili anche una maglietta o una maglioncino magari perché non ci vai in giro in reggiseno spero e sei subito pronta. Sono carine, leggere, ti fanno elegante, ricca, sembrano proprio da tennista ricca, sì. Sono perfette. I pantaloni, invece, dal taglio maschile, a vita alta, con la riga, sembrano anche loro da aristocratica. Così basic, sono da ufficio (di qualche rivista di moda), con una giacca, un paio di scarpe col tacco molto minimal fanno la loro figura. Ogni donna dovrebbe avere nel proprio armadio un paio di pantaloni del genere. Fanno un sedere, che, sì beh, ci siamo capite (che forse quel big fat butt non ci starebbe nemmeno dentro, ma tant’è, è l’era del sedere, valorizziamolo). Quelle scarpe, poi, fan il piede bello, stop. Ho detto detto.

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  • i vestitini sbrilluccicosi di Anna Sui. Sono nostalgici, ricordano gli anni ’80. Qui le stelline mi piacciono, perché sono originali abbinate a quei tessuti, a questo mood, all’atmosfera della sfilata. Anna Sui non la amo, ma con questi vestiti ci ha preso in pieno, secondo me. Sono perfetti per la stagione. Me ne sono innamorata.

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  • la lunghezza delle gonne e vestiti, le cinture in vita e le scarpe di Donna Karan. E’ elegante, non da tutti i giorni. Con il semplice vai sul sicuro. Le fantasie sono surreali, ma sobrie, niente di psichedelico o strano o sgargiante e se lo è, allora in gioco c’è un solo colore. Una donna vestita così, attira l’attenzione per la sua raffinatezza e la sua semplicità nel vestire con gusto. Mi piace. Che poi mi piace anche l’abbinamento corallo – cammello – panna. Così come mi piace il trucco e come sono stati legati i capelli in una coda, che è andata un po’ persa, in questi anni. Non ne vedo più tante in giro. Le scarpe dal davanti sono bellissime, da dietro sono LA MORTE. Non ci vorrei mai camminare.

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  • i vestiti in seta leggeri, il trucco e il look anni ’70 di Diane Von Furstenberg (l’avrò scritto bene?). Ok, i vestitini così leggeri mi ricordano Rosemary e se mai, io spagnottassi vorrei vestirmi sempre e solo così. Mi vanno bene anche in cotone, ma vorrei andare vestita in giro proprio come Rosemary e stare male perché sono troppo magra (mandove? magari!) e lamentarmi continuamente e insomma, così. Il trucco? Semplice (forse per niente, perché quelli “semplici” sono, alla fine, i più difficili da fare), ma d’effetto. Punta tutto sugli occhi. Se non li hai marroni, è meglio, ma questi ho, mi spiace. Il look anni ’70? Adorabile, ma non lo metterei mai. Vi metto la foto, perché me ne sono innamorata. Poi, poi, poi. C’era N.A.O.M.I. a questa sfilata. In prima fila? No, in passerella, gente. Yeah. Lei. Ancora. Lei. Solo. Lei. Ha vinto tutto.

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  • i pantaloni, i vestiti dai tessuti scivolosi con i maxi spacchi e scollature di Jason Wu. Penso che non troverò mai dei pantaloni come questi. Sono perfetti, mi piace come cadono, mi piace la loro forma e il fatto che siano larghi. I vestiti, invece, sono bellissimi. Non voglio paragonarli alle vestaglie in seta, ma siamo lì. Anche per quanto riguarda la comodità. Ci abbini un paio di scarpe alte e una collana speciale e il gioco è fatto. Io me la vedrei tutta questa sfilata, perchè è qualcosa di spettacolare.

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  • le gonne in tulle semitrasparenti ricoperte di fiori indossate sopra una camicia lunga o una semplice maglietta bianca lunga con cintura in vita e scarpe color cuoio ai piedi di Michael Kors. E’ un’idea fresca, secondo me perfetta per la primavera e l’estate. Quelle scarpe devono essere di un comodo e devono regalarti certi centrimetri!

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  • il vestito minimal dalle tre tonalità di non-proprio-nude di Narciso Rodriguez. E’ un’idea geniale, secondo abbinare tre tonalità diverse di nude, in un vestito. Peccato ne abbia fatto solo uno! Poteva farne uno per ogni tonalità di pelle, variando forma. Questo pezzo unico è bellissimo, ma se non hai la pelle uguale a quella della modella, non troverai mai il tuo. L’idea mi è piaciuta, però. Da riprodurre se siete delle sarte.

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  • i tailleurs e i colori scelti da Victoria Beckham. Non di soli vestitini da cocktail vive la donna… La nostra Vicky ha pensato anche al lavoro e alle lavoratrici in carriera. Io i tailleurs, se non fosse per lei, li odierei, in teoria, perché sono una divisa, alla fine. Se sono, però, aderenti, di color bordeaux, allora sì. La collezione, in generale, è un po’ piatta, niente di che.

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  • i vestiti bianchi di Zac Posen + Zac Posen in persona. Sono spaziali, dalle linee pulitissime, senza tanti fronzoli, cuciti alla perfezione, veramente di qualità. Mentre, Zac Posen è bellissimo, adorabile, carino, hoooot e BOEEEMO. Cosa c’entra l’ultima cosa? Niente, l’ho letto su Wiki e mi andava di dirlo. E’ anche gay, ma questo è un altro discorso. Mi ci potrei benissimo sposare in un vestito bianco del genere, ma anche questo è un altro discorso.
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no ma, la magnificenza e la piacioneria di quel sorriso

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col moroso e i morosini

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Sono quella che si sveglia tardi. La NYFW è passata da un po’, ma il mio spirito critico si è svegliato solo ora e io non posso tenerlo a bada. Quindi, iniziamo a dare un ordine a questo caos modaiolo. Chi sei tu per giudicare? Non sei Anna Wintour o Franca Sozzani, quindi taci! E invece no. Darò il mio personalissimo giudizio. I know what I’m doing…
Cosa mi è piaciuto e non mi è piaciuto delle varie sfilate della NYFW?

Iniziamo dalle cose che NON mi sono piaciute:

  • I pantaloni / bermuda multitasche (che chiamo sempre multitaskin’, per comodità) e la felpa sopra al vestito di Marc Jacobs. Questi due capi sono spuntati fuori proprio dall’armadio di Marc come scheletri, fidatevi. E di chi se non di Marc? Marc, non riesce, infatti, a rinnegare il suo passato da grassone / straccione (se non sapete di cosa sto parlando, date un’occhiata sotto). Inserisce sempre qualche capo basic, simbolo della sua indecisione sessuale di quegli anni, nelle sue nuove collezioni da metrosexual. La felpa, beh, è il nascondiglio di quelli che non si sentono a proprio agio nel loro corpo! DA SEMPRE. Lo perdoniamo per questi scivoloni? Sì, perché Marc è la dimostrazione del fatto che se ce l’ha fatta lui, può farcela veramente chiunque, perchè Marc si è impegnato, Marc ha sudato veramente tanto per quei muscoli e quindi Marc, noi continuiamo a credere in te, don Worry.

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  • I bermuda barra gonna e le espadrillas per le basse di M Missoni. Allora gente, dobbiamo uscire da questo tunnel. Non potete mettere il plateau e la zeppa sotto ogni tipo di scarpa, per renderlo automaticamente bassa-friendly e, voi basse, dovete uscire dal tunnel del “maècosìcomodooooo e mi fa sentire così alta”. Dovete accettare questa cosa, superarla e indossare altri tipi di scarpe. Mollate quelle calzature orrende che non fanno che urlare a tutto il mondo  “lei è bassaaaaa”. Ci starete più simpa se non le metterete. Ne abbiamo abbastanza del vostro disagio, ok? Tutti abbiamo qualche disagio, ma soffriamo in silenzio e LO NASCONDIAMO, non lo mettiamo in evidenza con scarpe orrende. I bermuda-gonna? Io non so perché devi indossare un bermuda-gonna quando puoi indossare O un bermuda O una gonna. Perché complicarsi la vita in questo modo, perché?!

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  • I grembiuli da lavoro rigidi, gli uomini vestiti tutti candidi e le magliette sportive di Lacoste. Le magliette sportive sono ba-na-li. Già viste. L’avanguardia pura, permettetemelo. Li indossano gli adolescenti, gli skaters, le ragazzine caciottare. Insomma, no, dai, Lacoste, no, ti prego, no. E i grembiuli? Sembrano quelli che si vedono nelle fabbriche piene di cinesini svelti. Brutti. Gli uomini vestiti tutti candidi, invece, non ci piacciono e se ci piacciono, significa che in realtà ci piacciono le ragazze e non l’abbiamo ancora scoperto. Basta con queste camicie chiuse fino all’ultimo bottone, fino al collo, fino a strozzarsi. Non è questo l’uomo che ci piace e non credo che Lacoste l’abbia capito. Il look non funziona, non colpisce, quello che colpisce sono i colori dei tessuti e basta. Stop.

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  • Le magliette lunghissime fin sotto al sedere indossate con le gonne lunghissime fin sotto al ginocchio E le felpe idem di DKNY. Non evidenziano nulla, non esaltano alcuna forma del nostro corpo da donna, non mi dicono nulla. E’ bello sono l’accostamento di colori, ovvero blu – arancione. Così ci sto in casa, ma neanche. Pensavo non le facessero più certe cose brutte, e invece.

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  • Il patchwork in jeans e le stelle e i teschi di Tommy Hilfiger. Che cosa c’entrano le due cose? NIENTE. Il maglione a stelle e teschi mi sembra adolescenziale. Te lo può far uscire la Bershka, ma non Tommy, in teoria. In pratica, invece, te lo esce proprio Tommy Lo Scontato. Ti voglio vedere a primavera con un maglione così. Non lo metterei manco se mi trovassi in Alaska da sola e nuda. Il patchwork in jeans? Mi ricorda Britney. Questa collezione odora proprio del trash più puro della Britney e mi dispiace. Mi aspettavo del gran bianco, del blu e del rosso intenso.

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  • I cappelli strani, ma purtroppamente brutti, di Donna Karan. Eppure i vestiti e gli abiti mi sono piaciuti. Perché bisogna per forza stupire e far inorridire le persone eleganti? Perché bisogna essere strani per forza? Quei cappelli non c’entravano niente con il resto dei vari look. Io non me lo spiego, perché bisogna creare una cosa, che sicuramente sarà buttata nei cassonetti dalla monnezza terminata la sfilata? E’ SPRECO. Sono materiali sprecati. Sono sarte cinesi sfruttate. Io, boh. Poi dicono ah, no ma è innovativo, moderno, creativo, speciale, unico, quando invece è brutto, orrendo, inguardabile, da buttare, da distruggere, da mettereviasubitoenontirarepiùfuori. E’ che la moda va avanti con queste cagate qui e coi giudizi falsi e ipocriti.

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  • Non è che io ce l’abbia con le stelle, ok? Ce l’ho con i vestiti che sembrano quelli che si comprano al mercato dai cinesi. Questo look stellato (ma anche no) di Diesel Black Gold composto da gonna + reggiseno sa proprio di cinese. Basta vedere a cosa sono state abbinate quelle stelle: a delle borchie.  Non so voi, ma io non vedo il Gold. Non l’avessero mai fatto. Già di per sè è orribile, se poi ci aggiungi le borchie allora cambia tutto E INVECE NO! Invece no. Non funziona così. Magari bastassero due borchie a migliorare un look, magari. Mi ci farei il bagno nelle borchie, io!

Diesel Black Gold - Runway - Mercedes-Benz Fashion Week Spring 2015

  • I pantaloni da nazista di Ralph Lauren. Ralph Lauren è sinonimo di eleganza, RL è il massimo dell’eleganza, nel mio immaginario, ok? Ma con i pantaloni da nazista RL ha sbagliato. Come vogliamo dimenticare il nazismo (non le sue conseguenze, sia chiaro), così vogliamo dimenticare i pantaloni da nazista. Uscendomi questi pantaloni, RL ha compiuto il genocidio del buongusto. Lasciamo che questi pantaloni appartengano a quel periodo buio della storia dell’umanità e non alla moda contemporanea. Questo perché nessuno indosserà più questi pantaloni, perché fanno il culone, ti fanno grassa anche se porti la taglia zero. Perché rispolverarli in questa collezione, Ralph? Sono brutti. Non stanno bene a nessuno! Basta pantaloni da nazista. Ne abbiamo avuto abbastanza.

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  • Il sacco della monnezza di Calvin Klein. Se prima parlavano di monnezza, ora, ecco qui il sacco per la nostra monnezza. Se ti metti addosso un sacco di quelli neri e lo stringi un po’ sotto al seno con il condicino in dotazione del sacchetto, sei uguale. Questo vestito è chiaramente per le piatte, esclusivamente per le piatte e già questo non mi piace. Se poi non ti permette di camminare per quanto è stretto in fondo, allora ciao proprio. E’ troppo largo sul sedere, quindi starà per forza male a chiunque. Perché l’avete creato, allora? E’ fatto male. Non funziona il concetto proprio. Quel tessuto, usato per delle minigonne, sarà perfetto, invece. Ma ve le devo dire io le cose?!

Mercedes-Benz Fashion Week Spring 2015 - Official Coverage - Best Of Runway Day 8

 

Per scoprire il mejo della Gnu Iorc Fescion Uicche, ci vediamo al prossimo post.